Copyright © Giovanni Pone
Vorrei addentare la vita fino a sentire il sangue scorrere dalle gengive,
un flusso d'emozioni mi circonda e mi violenta come il pubblico fa con il suo clown,
maledette voglie,
maledetti giorni di puro desiderio che tracciano una sottile,lieve, sfumatura amara ed irrecuperabile,
sembra quasi che i colori non facciano più la loro parte lasciando il quadro spento,quasi svenuto,
eppur qualcosa m'osserva ancora, ma come nei finali più complicati...
il protagonista si sveglierà di colpo perdendo quel tratto fondamentale del suo dipinto senza nessuna apparente ragione...
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La custode incantata trattiene i miei sogni,
non libreranno più incerti nell'aria dei miei giorni,
sarà impossibile osservarli dai miei occhi,
saranno stelle in cerca di disperati meandri d'universo,
capaci di non cadere,sempre a galla nel perenne liquido spaziale,
lontano dal destino si mostreranno nel loro splendore…
quando la notte ne sentirà il bisogno...
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Poggia la pioggia,nelle mani, sul mio viso,
cercami e rendimi questi istanti domani...
perché sempre vorrò sentirti entrare dagli occhi...
mentre tutto si ferma e m'incanta...
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La notte,la mia stanza sembra più profonda,
l'assenza di luce nasconde l'incredulità verso la bellezza nota del giorno,
convinto che dietro la sua verità ce ne sia un'altra reale...
cercherò d'abbandonare la coscienza del limite per dedicarmi…
al vuoto buio che da tempo mi rapisce...
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Buia la notte arriva,
deboli i riflessi delle immagini restano,
aspetterò di vederti dall'altro parte del mio specchio per cercare di strapparti via da quel mondo inventato,
quel mondo fatto di sovrapposizioni fotografiche,
convinto che tu esista davvero fermerò il tempo per entrare nei tuoi occhi,
viaggerò nei meandri dei tuoi spazi per liberarti da ogni tormento,
se potessi davvero,
lo farei senza dover pensare...
nè scrivere di volerlo fare...
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